Studio di Psichiatria e Psicoterapia

Ho dormito con te tutta la notte

libro

Descrivere nel modo più corretto possibile la schizofrenia e soprattutto gli effetti sui familiari è difficilissimo. E in Italia se ne parla pochissimo.

Una storia che vede una famiglia sfaldarsi e in qualche modo ricomporsi nel ricordo.

"(... ) la vita è come quegli scherzi a scuola che un attimo prima che ti siedi ti tolgono la sedia e caschi per terra a gambe per aria. Lui e la mamma erano come due sedie sfilate." 
Cristiana Alicata, 2014, pg.200

Elogio della depressione

elogio

Lo sfarinamento dei legami sociali e familiari cosi come le ferite inferte dalla depressione, che segnano un numero crescente di individui, sono i sintomi contemporanei della fragilità. Eppure proprio la fragilità ci indica i valori che danno un senso all'esistenza. Come emerge dal dialogo tra un maestro della psichiatria e un eclettico sociologo, riconoscersi fragili, insicuri, malinconici, è la premessa per ritrovare quello slancio comunitario rigeneratore che solo ci mette in contatto con noi stessi e con il mondo aperto degli altri.

"Non c'è depressione se non nel contesto di una grande sensibilità, e di una stremata fragilità (... ) ogni depressione è una malattia del tempo: in essa la dimensione temporale dominante è quella del passato ... che non ha se non brezze di speranza, e cioè di futuro, dinnanzi a sé; e in alcuni casi ha perduta ogni trascendenza nel futuro".

Aldo Bonomi - Eugenio Borgna, Elogio della depressione, Einaudi, 2011, pg.65

Quel che ora sappiamo

quelcheora

Una storia raccontata da vari punti di vista, attraverso occhi anziani e giovani, rendendo chiara la diversa percezione e dà, quindi, una prospettiva più ampia di ciò che viene narrato.

E' solo un romanzo ma è intenso e toccante, con "QUEL CHE ORA SAPPIAMO" Catherine Dunne, irlandese, entra nell'inferno del bullismo e denuncia un problema caratteristico degli ultimi anni, il CYBER BULLISMO: "Una volta il bullo magari ti picchiava. Ma poi andavi a casa e ti sentivi protetto. Oggi ti inseguono con gli sms, su facebook, sullo smart phone. Non c’è mai tregua».

L'inizio della scuola, per le vittime designate dai "bulli" è, spesso, l'inizio di un incubo. Sono ragazzi che si distinguono per la loro sensibilità e per i loro talenti.
Il senso di vergogna li porta a subire in solitudine ciò che non capiscono, persi in un mondo che la famiglia ignora. Le ferite che si aprono sono tremende. 
E' minacciata la loro dignità e il suicidio è un modo per preservare la propria integrità.
Ai "bulli" sembra un gioco, un modo per far gruppo, poter dire davvero "noi", e di riconfermarlo in quei loro comportamenti a scuola ma non solo. L'impostore non si pente fintantoché cerca in questo modo di dare un senso alla propria vita.

«La prima volta che ne ho sentito parlare è stato per il caso di una ragazzina americana. Si era impiccata anche lei. Sono rimasta scioccata. Poi vicende analoghe hanno cominciato a riempire le pagine dei giornali irlandesi. Il disagio è diventato profondo. (...) Ho fatto ricerche. Ho scoperto un livello di depravazione e di cattiveria spaventoso. Ho insegnato a scuola per diciassette anni. I ragazzi mi interessano. So quanto è importante per loro far parte del gruppo. Ovvio che la cosa mi abbia colpito». 
http://www.lastampa.it/…/catherine-dunne-io-nel…/pagina.html

Le intermittenze del cuore

le intermittenze

Un poeta, Eugenio Borgna, prima ancora che uno psichiatra o un docente, che indaga sulla solitudine, sulla dignità umana ferita, sulle molteplici forme della sofferenza, sulla fragilità della speranza che dipende da un futuro che ancora non c'è...

"Cosa avviene in ciascuno di noi quando dal volto e dallo sguardo, dalla linea radente di un sorriso e di una increspatura emozionale, di un "altro-da-noi" rinasce (si irradia) una condizione di ansia e di dolore, di disperazione o di smarrimento, di nostalgia o di infinita tristezza? Come è possible incrinare la solitudine e l'isolamento che possono vivere in noi, al di là dell'essere "sani" o dell'essere "malati , e che sembrano impermeabili a ogni incontro o ad ogni dialogo? Come rispecchiarsi nei volti e negli sguardi, nei silenzi e nelle vibrazioni dell'anima, nel suo balenare e nel suo smarrirsi, nelle sue sofferenze e nelle sue lacerazioni: che nascano in un contesto di malattia ma anche in un contesto di semplice (effimera) tristezza? "

Eugenio Borgna, Le intermittenze del cuore, Universale Economica Feltrinelli, 2008, pg. 37

Diario di una sottomessa

 

Nella pratica clinica, spesso,  si ascoltano pazienti che sostengono di non avere fantasie sessuali.  Poi, elaborando l’argomento e le sensazioni ad esso associate,  si scopre che le fantasie ci sono, eccome, solo che le persone ne sono poco consapevoli o sono poco abituate a pensarci e a verbalizzarle.  

Nella conversazione terapeutica si mettono a fuoco quelle immagini che hanno avuto  per il cliente il potere di suscitare una forte carica erotica, anche se esse appaiono frammentate e a volte durano pochi istanti. Sappiamo, infatti,  quanto le fantasie siano spesso sotterrate da tabù e da una rigida educazione ma, fortunatamente, esse persistono nonostante tutto. Sappiamo anche che tra la fantasia e il desiderio sessuale c’è molta differenza: il cliente, ad esempio, non desidera davvero far l’amore con uno sconosciuto, essere costretto, sottomesso o punito, ma può giocare questo ruolo nel fantastico spazio del “come se”.  Così accade che in terapia, a partire da un’intuizione, il cliente o, meglio ancora la coppia,  può mettere in scena  un vero e proprio “film” erotico, utile a “far partire” la sessualità, tanto quanto accade per il motorino di avviamento della nostra auto, con tutte le implicazioni  fisiologiche correlate:  l’erezione per l'uomo, la lubrificazione nella donna. 

Sappiamo quanto sia difficile parlare di fantasie sessuali, per paura di senza essere fraintesi e giudicati, finché non si  comprende il significato che hanno e la funzione che svolgono. Propongo di dilettarci con una lettura molto onesta e audace, che ci permette di osservare da vicino un lato della natura umana. Alessandra Favaro

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